Ricerca e carriera accademica

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Ricerca e carriera accademica #97678

avt
Feynmann
Punto
Salve a tutti gli utenti del forum, sono Sebastiano Covone, uno studente al quinto anno del liceo scientifico. Quella per la matematica e per la fisica è una passione che mi ha accompagnato sin dall'inizio del liceo. Pertanto stavo considerando l'eventualità di iscrivermi a un corso di Fisica o Matematica all'università.

Il mio obiettivo principale, tuttavia, sarebbe quello di entrare a far parte del mondo accademico, come insegnante e/o ricercatore.

Si parla tanto di quanti pochi dottorati riescano a raggiungere questo obiettivo punto la strada è lunga è difficile, ma questo lo sappiamo tutti. Tuttavia, potrei avere almeno una sicurezza relativa di essere assunto in una delle posizioni sopracitate se mando curriculum a destra e a manca, essendo disposto a muovermi attorno al mondo senza limitazioni?

L'ultima cosa che desidero e finire a lavorare come programmatore o come analista dei dati per una grande azienda, il mio interesse è esclusivamente didattico e di ricerca.

Ha senso per seguire questa carriera, in Italia o all'estero? Oppure sarebbe più consigliabile intraprendere la sala della medicina, dato che ho passato il test e ho un discreto interesse nella materia?

Grazie a tutti per l'aiuto.
 
 

Re: Ricerca e carriera accademica #97702

avt
Omega
Amministratore
Ciao Sebastiano,

è bello vedere che ci sono giovani della tua età che mirano alla carriera accademica. emt

Io personalmente non l'ho intrapresa né faccio parte dell'ambito accademico, ma ho avuto (come puoi immaginare) molti contatti diretti con persone che sono inserite nell'ambiente. Mi sento di dirti, sin da subito, che in Italia è estremamente difficile diventare professore associato od ordinario. La carriera del ricercatore è possibile e meno difficile da intraprendere... Ma comunque difficile.

Se sei veramente molto bravo in termini di capacità matematiche/fisiche, le possibilità di intraprendere la carriera accademica in Italia aumentano, ma la pura e semplice bravura potrebbe non essere sufficiente.

C'è una serie di logiche, di contingenze e di questioni socio-politico-territoriali che non voglio trattare qui, onde evitare che gli altri lettori scambino questo mio post come un'invettiva polemica. Preferisco concentrarmi sui consigli e sulle opinioni che mi sento di darti.

Con questo non voglio intendere che le università italiane pullulano di incapaci o di raccomandati. Assolutamente. Piuttosto, voglio dire che in linea generale servono parecchi ingredienti: competenze, conoscenze, opportunità... E che in condizioni standard lo studente ha il controllo sulle prime, ma non sulle restanti.

La tendenza alla mobilità è sicuramente un punto a tuo favore, perché di norma all'estero la meritocrazia ha maggior peso rispetto al Bel Paese e alla fine, in un modo o nell'altro, le persone capaci ottengono sempre ciò che meritano.

Non posso esprimermi riguardo a Medicina. Posso però concludere dicendoti che, se sarai realmente portato per la tua passione e se sarai disposto a seguirla in capo al Mondo, nulla ti vieterà di diventare ricercatore o professore. emt
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