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  • Secondo alcune fonti storiche il calendario romano nacque nell'ottavo secolo a.C. per mano di Romolo, fondatore di Roma, e subì molte modifiche nel corso dei secoli successivi fino ad arrivare alla versione che usiamo tutt'oggi.

    Storia del calendario romano: dal calendario di Romolo al calendario gregoriano

    Il primo calendario romano, detto anche calendario di Romolo, era composto da 10 mesi. Il primo era marzo (Martius), periodo in cui si dava il via alle coltivazioni, e l'ultimo dicembre (December), che significa per l'appunto decimo mese dell'anno.

    Si pensa che il calendario di Romolo venne ereditato dai Veda, una popolazione residente nei pressi del Polo Nord che non considerò i mesi di gennaio e febbraio in quanto periodo di totale buio. Col passare degli anni però si giunse a un totale sfasamento tra la misurazione del tempo sul calendario di Romolo e l'anno solare, e in particolare a un disallineamento rispetto alla naturale alternanza delle stagioni.

    Ben presto marzo perse la propria corrispondenza con il periodo idoneo alle coltivazioni, il che impose di riconsiderare il progetto originale. Numa Pompilio, il secondo dei sette re di Roma, tentò di sistemare le cose nel 713 a.C. aggiungendo il mese di gennaio (Ianuarius) e quello di febbraio (Februaris), portando così il calendario romano ad avere un totale di 12 mesi.

    Di questi 12 mesi, quattro erano di 31 giorni (marzo, maggio, luglio e ottobre), uno di 28 giorni (febbraio), e i rimanenti di 29 giorni, per un totale di 355 giorni.

    Come si intuisce facilmente anche il calendario di Numa Pompilio condusse a uno sfasamento rispetto all'anno solare (che ha una durata esatta di 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 46 secondi).

    Per ovviare a questo inconveniente gli antichi romani convennero di introdurre ogni due anni un mese aggiuntivo, detto Intercalaris, ma ciò non fece altro che creare confusione tra il popolo.

    Nel 46 a.C. intervenne Giulio Cesare istituendo il cosiddetto calendario giuliano, che prevedeva l'alternanza di mesi di 30 giorni con mesi di 31, preservando i 28 giorni di febbraio. In questo modo l'anno consisteva di 365 giorni e, per recuperare le circa 6 ore perse ogni anno rispetto all'anno solare, ogni 4 anni si aggiungeva un giorno al mese di febbraio.

    Tale correzione migliorò di molto l'efficacia del calendario, ma restava ancora una piccola differenza (circa 11 minuti) rispetto all'anno solare; per quanto sembri trascurabile, nel corso dei secoli si accumulò fino a generare una notevole discrepanza, cui pose definitivamente rimedio papa Gregorio XIII con l'introduzione del calendario gregoriano, che è quello tutt'oggi utilizzato.

    Dopo questa piccola premessa sulla storia del calendario vediamo quali erano i mesi del calendario romano, come gli antichi romani individuano i giorni nei singoli mesi e come indicavano ciascun anno.

    Mesi del calendario romano

    Nella seguente tabella abbiamo riportato i mesi del calendario romano specificando il nome in latino, il mese corrispondente nell'attuale calendario gregoriano, l'origine del nome e l'abbreviazione con cui ciascun mese veniva indicato nelle date.

     

    Mesi del calendario romano

    Abbreviazione

    Origine del nome

    Ianuarius (gennaio)

    Ian.

    In onore del dio Giano. Mese introdotto da Numa Pompilio, non presente nel calendario di Romolo.

    Febrarius (febbraio)

    Febr.

    Da februa, era il mese di purificazione, anch'esso introdotto da Numa Pompilio e non presente nel calendario di Romolo.

    Martius (marzo)

    Mar.

    Dedicato a Marte, dio della guerra e protettore dei romani. Era il primo mese del calendario di Romolo.

    Aprilis (aprile)

    Apr.

    Dal verbo aperire (aprire) a indicare la natura che inizia a risvegliarsi.

    Maius (maggio)

    Mai.

    In onore di Maia, dea della vegetazione.

    Iunius (giugno)

    Iun.

    Dedicato a Giunone, dea della prosperità.

    Quintilis (luglio)

    Quint.

    Nel calendario di Romolo era il quinto mese dell'anno. Prese successivamente il nome di Iulius, da cui il nome italiano luglio, in onore di Giulio Cesare.

    Sextilis (agosto)

    Sext.

    Sesto mese del calendario di Romolo, prese successivamente il nome di Augustus (da cui deriva l'attuale agosto) in onore di Ottaviano Augusto.

    September (settembre)

    Sept.

    Settimo mese del calendario di Romolo.

    October (ottobre)

    Oct.

    Ottavo mese del calendario di Romolo.

    November (novembre)

    Nov.

    Nono mese del calendario di Romolo.

    December (dicembre)

    Dec.

    Decimo mese del calendario di Romolo.

     

    Giorni del calendario romano

    Per individuare i giorni all'interno del mese i romani avevano tre punti di riferimento legati alle fasi lunari: Calende, None e Idi.

    Le Calende (Kalendae, -arum, abbreviazione Kal.) erano il primo giorno del mese.

    Le None (Nonae, -arum, abbreviazione Non.) cadevano il 5 o il 7 del mese, nove giorni prima delle Idi, e coincidevano col primo quarto di Luna.

    Le Idi (Idus, -uum, abbreviazione Id.) si identificavano col plenilunio, e a seconda del mese considerato erano il 13° o il 15° giorno del mese.

    Nella seguente tabella abbiamo riportato le date esatte di None e Idi di ciascun mese dell'anno

     

    Mesi del calendario romano

    None

    Idi

    Ianuarius (gennaio)

    5

    13

    Febrarius (febbraio)

    5

    13

    Martius (marzo)

    7

    15

    Aprilis (aprile)

    5

    13

    Maius (maggio)

    7

    15

    Iunius (giugno)

    5

    13

    Quintilis - Iulius (luglio)

    7

    15

    Sextilis - Augustus (agosto)

    5

    13

    September (settembre)

    5

    13

    October (ottobre)

    7

    15

    November (novembre)

    5

    13

    December (dicembre)

    5

    13

     

    I romani non contavano i giorni a partire dall'inizio del mese, bensì esprimevano i giorni mancanti ai tre punti di riferimento, includendo nel conteggio sia il giorno di cui si voleva indicare la data, sia la scadenza successiva.

    Nello specifico:

    Caso 1) Il giorno preciso dei tre punti di riferimento si esprimeva col nome del riferimento nel caso ablativo (Kalendis, Nonis, Idibus) seguito dal mese, riportato sempre in ablativo. Per chi ha dimestichezza col latino ricordiamo che i nomi dei mesi venivano considerati aggettivi.

    Caso 2) Il giorno che precedeva uno dei punti di riferimento era indicato con pridie (abbreviato prid.) seguito dal nome del punto di riferimento e dal nome del mese, entrambi espressi in accusativo.

    Caso 3) Il giorno che seguiva uno dei punti di riferimento era indicato con postridie (abbreviato post.) seguito dal nome del riferimento e dal nome del mese, riportati in accusativo.

    Caso 4) Tutti i giorni rimanenti erano indicati calcolando quanti giorni mancavano al punto di riferimento successivo, comprendendo nel conteggio il giorno di partenza e quello d'arrivo. Il numero risultante era espresso col numero latino ordinale in ablativo, preceduto da ante diem (abbreviato A.D.) e seguito dal nome del punto di riferimento e dal nome del mese, entrambi in accusativo. Se veniva usata la forma abbreviata era consuetudine riportare il numero risultante sotto forma di numero romano.

    Esempi

    1) Kalendis Octobribus

    (abbreviato Kal. Oct.) era il giorno delle calende di ottobre, cioè l'1 ottobre.

    2) Nonis Ianuariis

    (abbreviato Non. Ian.) era il giorno delle none di gennaio, ossia il 5 gennaio.

    3) Idibus Quintilibus

    (abbreviato Id. Quint.) corrispondeva al giorno delle idi di luglio, dunque la data equivalente è il 15 luglio.

    4) Pridie Kaledas Apriles

    (abbreviato Prid. Kal. Apr.) era il giorno prima delle calende di Aprile, cioè il 31 marzo.

    5) Postridie Nonas Martias

    (abbreviato post. Non. Mar.) corrispondeva al giorno dopo le none di marzo, che cadevano il 7, dunque post. Non. Mar. era l'8 marzo.

    6) Ante diem quartum Idus Ianuarias

    (abbreviato A.D. IV Id. Ian) era il 10 gennaio, infatti Ante diem quartum Idus Ianuarias indica che mancano 4 giorni alle idi di gennaio (che sono il 13). Ricordiamo che nel conteggio viene considerato anche il giorno di partenza, ed ecco perché è il 10 gennaio e non il 9.

    7) Ante diem quintum Kalendas Ianuarias

    (abbreviato A.D. V Kal. Ian.) indicava che mancavano 5 giorni alle calende di gennaio (che corrispondevano all'1 gennaio). Dal momento che va considerato anche il giorno di partenza, e ricordando che dicembre è di 31 giorni, possiamo concludere che A.D. V Kal. Ian. era il 28 dicembre.

    Anni del calendario romano

    Al giorno d'oggi si contano gli anni prendendo come riferimento la nascita di Cristo, ma questa convenzione venne adottata solo dopo l'affermazione del Cristianesimo, molti secoli dopo la fondazione di Roma.

    In un primo momento nell'antica Roma gli anni non venivano contati, ma erano individuati riportando il nome dei consoli in carica in ablativo. Ad esempio

    Kalendis Ianuariis Pisone Gabinio consolibus

    indicava il primo gennaio dell'anno in cui i due consoli erano Pisone e Gabinio.

    Successivamente si cominciò a contare gli anni a partire dalla data della fondazione della città di Roma, avvenuta secondo la tradizione nel 753 avanti Cristo. In questo caso l'indicazione della data era seguita dalla dicitura ab Urbe Condita. Ne è un esempio:

    Ante Diem nonum Kalendas Apriles DCCLXXII ab Urbe Condita

    che indica il nono giorno prima delle calende di aprile (cioè il 24 marzo) dell'anno 772 dalla fondazione di Roma.

    ***

    Alcune pagine di ulteriore approfondimento:

    - numeri romani;

    - numeri in latino;

    - date in numeri romani.

    Risposta di Galois
 
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