Soluzioni
  • La tolleranza degli autovelox è lo scarto che viene effettuato sulla velocità rilevata per determinare la velocità contestata nelle infrazioni, con lo scopo di evitare errori di rilevazione e di individuare con certezza il superamento dei limiti di velocità.

    In accordo col Codice della Strada (CdS - Art. 142, Titolo V - Norme di comportamento) la tolleranza degli autovelox è del 5% sulla velocità rilevata per ciascun veicolo, ma non può comunque essere inferiore a 5 km/h.

    In altri termini, la tolleranza di un autovelox è di 5 km/h per qualsiasi velocità rilevata che sia inferiore a 100 km/h, mentre è del 5% se la velocità rilevata è maggiore di 100 km/h.

    L'utilizzo di una tolleranza nei rilevamenti è una misura prevista dal Codice della Strada a tutela dei conducenti, al fine di evitare che vengano elevate contravvenzioni ingiuste e/o soggette a errori di tipo strumentale: in perfetto accordo con quanto previsto dai termini di legge, i dispositivi installati su strade e autostrade non possono presentare una taratura con un grado di imprecisione superiore al 5%.

    Da ultimo, è bene sapere che:

    - gli autovelox, nel rilevamento della velocità dei veicoli, effettuano un arrotondamento per difetto sulla prima cifra decimale (e dunque a favore del conducente);

    - nel calcolo della velocità ai fini della contestazione, ossia dopo aver sottratto la tolleranza alla velocità rilevata, non possono essere effettuati ulteriori arrotondamenti.

    Di contro, la normativa non prevede alcuna applicazione di tolleranza relativa alla velocità misurata dal tachimetro, la cui precisione è diretta responsabilità del conducente.

    Formule per la tolleranza degli autovelox

    Ci sono due formule utili per gli automobilisti, i motociclisti e più in generale i conducenti di veicoli:

    - la prima formula è quella che permette di calcolare la tolleranza a partire dalla velocità rilevata dall'autovelox:

    \mbox{tolleranza}=5\%\ \mbox{velocit}\grave{\mbox{a}}\mbox{ rilevata}

    In accordo con le regole del calcolo percentuale

    \mbox{tolleranza}=(\mbox{velocit}\grave{\mbox{a}}\mbox{ rilevata}\times 5):100

    ossia

    \mbox{tolleranza}=\mbox{velocit}\grave{\mbox{a}}\mbox{ rilevata}\times 0,05

    - La seconda riguarda il calcolo della velocità utile ai fini della contestazione

    \mbox{velocit}\grave{\mbox{a}}\mbox{ contestata}=\mbox{velocit}\grave{\mbox{a}}\mbox{ rilevata}-\mbox{tolleranza}

    Esempio - Tolleranza autovelox per velocità minori di 100 km/h

    Se si viaggia con una velocità inferiore o uguale a 100 km/h, allora la tolleranza dell'autovelox è di 5 km/h indipendentemente dalla specifica velocità del veicolo.

    Di conseguenza, se si supera il limite di velocità di non più di 5 km/h, allora non si incappa in una multa; al contrario, il conducente è passibile di una sanzione se la velocità del veicolo supera di almeno 6 km/h il limite imposto.

    Vediamo un paio di esempi.

    1) Un auto sta percorrendo una strada extraurbana secondaria (limite 90 km/h) e un autovelox rileva che la sua velocità è di 94 km/h. L'automobilista non incorre in una sanzione, infatti la velocità rilevata dall'autovelox viene ridotta a 89 km/h per effetto della tolleranza.

    2) Dopo aver sottratto i 5 km/h di tolleranza alla velocità rilevata di un mezzo su una strada urbana con limite di 50 km/h, si ottiene un valore pari a 49,6 km/h. L'automobilista non riceverà alcuna multa perché la velocità calcolata ai fini della sanzione (dopo aver sottratto la tolleranza) non può essere ulteriormente arrotondata.

    3) Un conducente si lamenta per aver ricevuto una multa per eccesso di velocità: 91 km/h su una strada con limite di 90 km/h. Anche se la contestazione sembra eccessivamente severa, bisogna considerare che in realtà la velocità rilevata dall'autovelox è pari a 96 km/h!

    Esempio - Tolleranza autovelox per velocità superiori a 100 km/h

    Se si percorre una strada con una velocità superiore a 100 km/h, allora la tolleranza dell'autovelox è pari al 5% della velocità rilevata.

    A titolo di esempio, se prendiamo come riferimento i principali limiti di velocità, otteniamo come valori di tolleranza:

    - 5,5 km/h nel caso delle strade extraurbane principali (limite 110 km/h)

    - 6,5 km/h nel caso delle autostrade (limite 130 km/h)

    Ricordando che l'autovelox arrotonda la velocità rilevata per difetto, si incorre in una sanzione se:

    - su strada extraurbana principale si superano i 116 km/h;

    - in autostrada si superano i 137 km/h.

    Anche in questo caso vediamo un esempio.

    Un'auto sta percorrendo un tratto di autostrada con limite di velocità pari a 130 km/h. Un autovelox rileva che la sua velocità è di 147 km/h.

    Com'è facilmente intuibile, la tolleranza dell'autovelox non eviterà al conducente una multa per eccesso di velocità, ma è comunque importante capire di quanto è stato superato il limite ai fini della contestazione. Sono infatti previsti diversi tipi di sanzioni a seconda della gravità dell'infrazione (cfr: eccesso di velocità).

    Calcoliamo la tolleranza:

    \mbox{tolleranza}=5\%\times 147\ \frac{\mbox{km}}{\mbox{h}}=7,35\ \frac{\mbox{km}}{\mbox{h}}

    e successivamente la velocità contestata nel verbale

    \mbox{velocit}\grave{\mbox{a}}\mbox{ contestata}=147\ \frac{\mbox{km}}{\mbox{h}}-7,35\ \frac{\mbox{km}}{\mbox{h}}=139,65\ \frac{\mbox{km}}{\mbox{h}}

    Poiché sul risultato non può essere effettuato alcun arrotondamento, il conducente può considerarsi fortunato: la sanzione rimarrà nella fascia più lieve (superamento del limite entro 10km/h oltre il limite).

    ***

    Con questo è tutto: se avete la necessità di fare i calcoli nel concreto, potete aiutarvi con il tool per le percentuali online nonché con la nostra calcolatrice online. ;)

    ***

    Tolleranza autovelox e Codice della Strada

    Per completezza d'informazione riportiamo il testo dell'Art. 142 del Codice della Strada nella parte riguardante la tolleranza degli autovelox.

    Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada. Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 (in Suppl. ord. alla Gazz. Uff., 28 dicembre 1992, n. 303) e successive modificazioni.

    TITOLO V - NORME DI COMPORTAMENTO

    Art. 345. - Apparecchiature e mezzi di accertamento della osservanza dei limiti di velocità (art. 142 C.s.). 

    1. Le apparecchiature destinate a controllare l'osservanza dei limiti di velocità devono essere costruite in modo da raggiungere detto scopo fissando la velocità del veicolo in un dato momento in modo chiaro ed accertabile, tutelando la riservatezza dell'utente. 

    2. Le singole apparecchiature devono essere approvate dal Ministero dei lavori pubblici. In sede di approvazione è disposto che per gli accertamenti della velocità, qualunque sia l'apparecchiatura utilizzata, al valore rilevato sia applicata una riduzione pari al 5%, con un minimo di 5 km/h. Nella riduzione è compresa anche la tolleranza strumentale. Non possono essere impiegate, per l'accertamento dell'osservanza dei limiti di velocità, apparecchiature con tolleranza strumentale superiore al 5%. 

    3. Il controllo dell'osservanza del limite di velocità, può essere anche effettuato, ai sensi dell'articolo 142, comma 6, del codice, attraverso le annotazioni cronologiche stampigliate sui biglietti autostradali all'atto dell'emissione e dell'esazione del pedaggio, raffrontandosi tali annotazioni con la distanza tra i caselli di ingresso e di uscita, quale risulta dalle tabelle distanziometriche ufficiali predisposte dagli enti proprietari. In tale caso alla determinazione della velocità è associato l'errore relativo - a favore del trasgressore - pari al 5, 10, 15 per cento a seconda che la velocità dedotta risulti, rispettivamente, inferiore a 70 km/ora, ovvero pari a 70 km/ora ed inferiore a 130 km/ora, ovvero pari o superiore a 130 km/ora. 

    4. Per l'accertamento delle violazioni ai limiti di velocità, le apparecchiature di cui al comma 1 devono essere gestite direttamente dagli organi di polizia stradale cui all'articolo 12 del codice, e devono essere nella disponibilità degli stessi.

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