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  • Il calendario gregoriano è il calendario tutt'oggi utilizzato nella maggior parte del mondo; si basa sull'anno solare, ossia sul ciclo delle stagioni, e prende il nome da papa Gregorio XIII che lo introdusse nel 1582 in sostituzione del calendario giuliano, in vigore dall'anno 46 avanti Cristo.

    Struttura del calendario gregoriano

    Il calendario gregoriano è strutturato in 12 mesi di diversa durata (da 28 a 31 giorni), che sono i 12 mesi dell'anno che tutti conosciamo:

    - gennaio di 31 giorni;

    - febbraio di 28 giorni, oppure 29 negli anni bisestili;

    - marzo di 31 giorni;

    - aprile di 30 giorni;

    - maggio di 31 giorni;

    - giugno di 30 giorni;

    - luglio di 31 giorni;

    - agosto di 31 giorni;

    - settembre di 30 giorni;

    - ottobre di 31 giorni;

    - novembre di 30 giorni;

    - dicembre di 31 giorni.

    Per capire il motivo che ha portato all'introduzione del calendario gregoriano dobbiamo fare un passo indietro e vedere come si scandiva lo scorrere del tempo prima della riforma di papa Gregorio XIII.

    Storia del calendario: calendario giuliano e calendario gregoriano

    Nell'VIII secolo a.C. gli antichi romani usavano un calendario di 10 mesi: l'anno iniziava l'1 marzo e si concludeva il 31 dicembre, per un totale di 304 giorni (cfr: calendario romano).

    Successivamente, con lo scopo di avere una corrispondenza esatta tra il conteggio dei giorni e lo scorrere delle stagioni, il secondo re di Roma (Numa Pompilio) introdusse i mesi di gennaio e febbraio, portando il calendario da 304 a 355 giorni, ma ciò non fu sufficiente.

    L'anno solare ha infatti una durata di 365 giorni, 5 ore, 48 minuti, 46 secondi: è il periodo che intercorre tra due passaggi successivi del Sole allo zenit dello stesso tropico, e che scandisce lo scorrere delle stagioni.

    Vi erano quindi circa 10 giorni di differenza tra il calendario definito da Numa Pompilio e l'anno solare; per ovviare a tale inconveniente si decise di aggiungere ogni due anni un tredicesimo mese, dalla durata alternata di 22 e 23 giorni.

    Tale scelta creò una grande confusione nel popolo e fu proprio questo il motivo che spinse l'imperatore Giulio Cesare verso una nuova riforma del calendario.

    Con la collaborazione dell'astronomo greco Sosigene e di alcuni matematici e filosofi greci, nel 46 a.C. venne introdotto il calendario giuliano, che definì l'anno civile nel modo seguente:

    - l'anno avrebbe avuto una durata di 365 giorni;

    - ogni 4 anni vi sarebbe stato un anno bisestile, cioè un anno di 366 giorni, aggiungendo il giorno complementare al mese di febbraio;

    - l'anno era diviso in 12 mesi della durata alternata di 31 e 30 giorni, fatta eccezione per febbraio che avrebbe avuto 29 giorni negli anni normali e 30 negli anni bisestili.

    Tuttavia, già nel 44 a.C. si iniziarono a commettere errori, inserendo un anno bisestile ogni tre anni invece di quattro.

    A ciò pose rimedio Augusto nell'anno 8 avanti Cristo. In quello stesso anno il Senato decise di dare il nome di Augustus (oggi Agosto) al mese dell'anno in cui l'imperatore Augusto aveva riportato importanti vittorie in battaglia. Inoltre venne aggiunto un giorno in più a questo mese, portandolo da 30 a 31 giorni e togliendo un giorno a febbraio, che passò così a 28 giorni negli anni normali e 29 negli anni bisestili.

    Venne così definito una volta per tutte il calendario giuliano, il cui scopo iniziale era quello di avere una corrispondenza esatta tra anno civile e anno solare.

    Tale obiettivo, però, fu centrato solo in parte. La durata media dell'anno giuliano era infatti pari a 365 giorni e 6 ore, risultando così 11 minuti e 14 secondi più lunga dell'anno solare, che ha una durata di 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 46 secondi.

    Sebbene possa sembrare irrilevante, una discrepanza di circa 11 minuti l'anno porta a uno sfasamento di 1 giorno ogni 128 anni e di un'intera settimana ogni 896 anni.

    Nel 1582 si erano accumulati circa 10 giorni di differenza tra anno civile e anno solare; tale ritardo iniziava a mettere in difficoltà il Vaticano, che aveva sempre più problemi a fissare il giorno di Pasqua. Questo inconveniente fu il punto di partenza che portò all'introduzione del calendario gregoriano.

    Caratteristiche del calendario gregoriano

    Le caratteristiche del calendario gregoriano sono le stesse del calendario giuliano, con la differenza degli anni bisestili; con la riforma di papa Gregorio XIII si stabilì infatti che gli anni secolari non divisibili per 400 dovessero essere standard e non bisestili.

    In definitiva, l'unica differenza tra calendario giuliano e calendario gregoriano è la seguente: il calendario giuliano aggiungeva un giorno a tutti gli anni divisibili per 4, mentre il calendario gregoriano aggiunge un giorno a tutti gli anni divisibili per 4, fatta eccezione per gli anni secolari non divisibili per 400.

    Di conseguenza, nel giro di 400 anni il calendario gregoriano conta 97 anni bisestili, contro i 100 del calendario giuliano. In tal modo la differenza di 11 minuti e 14 secondi tra anno giuliano e anno solare si riduce a soli 26 secondi e ciò comporta lo sbalzo di un giorno dopo circa 30 secoli.

    Inoltre, l'introduzione del calendario gregoriano provvide a correggere anche il ritardo di 10 giorni accumulato con il calendario giuliano: il giorno successivo a giovedì 4 ottobre 1582 fu venerdì 15 ottobre 1582; si scelse tale periodo perché in quei 10 giorni di salto non vi erano festività solenni.

    A partire dal 1582 il calendario gregoriano prese sempre più piede, e ad oggi è il calendario più utilizzato al mondo.

    ***

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    Risposta di Galois
 
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