Ripetizioni e tasse

Ripetizioni e tasse ..

Vediamo di risolvere un dubbio secolare che riguarda tutte le persone - studenti, professori ed ex insegnanti - che danno lezioni private...Chi dà ripetizioni deve pagare le tasse?

 

La risposta è molto semplice: nì. Laughing Vediamo di capire quali articoli e dpr regolano le imposte nel contesto delle lezioni private.

 

Il primo punto da chiarire riguarda l'iva e la fatturazione del servizio: chi insegna privatamente non deve rilasciare né fattura né ricevuta fiscale, perché le ripetizioni sono esenti da iva.

 

È tutto scritto nell'Art. 10 (Operazioni esenti dall'imposta) del DPR 633/72, comma 20, modificato e in vigore dal 1 Gennaio 2011:

 

20) le prestazioni educative dell'infanzia e della gioventù e quelle didattiche di ogni genere, anche per la formazione, l'aggiornamento, la riqualificazione e riconversione professionale, rese da istituti o scuole riconosciuti da pubbliche amministrazioni e da ONLUS, comprese le prestazioni relative all'alloggio, al vitto e alla fornitura di libri e materiali didattici, ancorché fornite da istituzioni, collegi o pensioni annessi, dipendenti o funzionalmente collegati, nonché le lezioni relative a materie scolastiche e universitarie impartite da insegnanti a titolo personale;


Nell'ultima riga del comma si legge chiaramente che le lezioni private sono esentasse. Non bisogna rilasciare alcun documento fiscale: per dare ripetizioni in regola, però, è necessario produrre un documento non fiscale che attesti il pagamento e la prestazione fornita

 

Vediamo perché. La ricevuta non fiscale che si rilascia all'allievo serve eventualmente per l'integrazione nella dichiarazione dei redditi. Da qui si passa subito alla domanda successiva: se do ripetizioni devo presentare la dichiarazione dei redditi?

 

 

Dichiarazione dei redditi e ripetizioni

 

 

Dipende dal reddito, ossia dall'ammontare dei guadagni percepiti dalla persona nel corso dell'anno. Prendiamo ad esempio un lavoratore autonomo, che dà ripetizioni e che guadagna complessivamente meno di 4.800 euro all'anno (considerando i guadagni di tutte le sue attività, dalle lezioni private alla vendita di pop-corn): in questo caso il lavoratore non deve fare un bel niente. Al di sotto dei 4.800 euro annuali si ricade nella fascia di esenzione irpef, e dunque niente dichiarazione dei redditi.

 

Più precisamente, vi sono diverse categorie di lavoratori, ciascuna delle quali ha la propria soglia di esenzione (relative al 2012):

 

- i redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente o altri redditi per i quali la detrazione prevista non è rapportata al periodo di lavoro, fino a 4.800 euro.
- i redditi da lavoro dipendente o assimilati non superiori a 8.000 euro, se riferiti ad un periodo di lavoro un periodo di lavoro non inferiore a 365 giorni;
- i redditi di terreni per un importo non superiore a 185,92 euro;
- la rendita catastale dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e delle relative pertinenze;
- i redditi dominicali dei terreni, i redditi agrari e i redditi dei fabbricati per un importo complessivo non superiore a 500 euro;
- i compensi derivanti da attività sportive dilettantistiche fino 7.500 euro;
- gli assegni periodici corrisposti dal coniuge fino a 7.500 euro;
- i redditi da pensione non superiori a 7.500 euro, oppure a 7.750 euro in caso di età del contribuente pari o superiore a 75 anni, se goduti per l’intero anno;
- i redditi da pensione non superiori a 7.500 euro, redditi di terreni per un importo non superiore a 185,92 euro e redditi dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e delle relative pertinenze;




 

Fate vobis...Per la strangrande maggioranza degli studenti che danno ripetizioni non ci sono problemi, possono continuare ad incassare denaro sonante senza farsi problemi di coscienza. Wink

 

Arigatò!

Omega

 

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Tags: ripetizioni, iva, irpef, chi insegna privatamente deve pagare le tasse?