Meteorite

Dopo aver parlato delle meteore, e aver visto che si tratta di corpi che incrociano l'orbita della Terra e si rendono visibili nell'atmosfera terrestre, passiamo a parlare di meteoriti.

 

Di norma le meteore, a seguito del surriscaldamento, si disgregano o si fondono nell'atmosfera e vengono dissipate completamente senza raggiungere il suolo. In certi casi però, quando le meteore hanno dimensioni ed una composizione consistente, esse riescono a raggiungere la superficie terrestre impattandola. In questo caso si parla per l'appunto di meteoriti.

 

In questa scheda vedremo cosa sono le meteoriti, come si classificano e quali sono le conseguenze della loro caduta sulla Terra.

 

 

Meteoriti

 

Cosa sono le meteoriti

 

Le meteoriti sono frammenti e residui di corpi celesti, principalmente di asteroidi, che intrecciano l'orbita della Terra e ne colpiscono la superficie, creando crateri da impatto delle più disparate dimensioni.  

 

Dal momento della formazione della Terra, 4,5 miliardi di anni fa, il nostro pianeta è stato colpito da una considerevole quantità di meteoriti, la maggior parte dei quali ne ha investito il suolo nel primo miliardo di anni. Successivamente il numero di meteoriti è diminuito e la maggior parte di materiale extraterrestre è precipitato sul suolo sotto forma di polveri; ciononostante, anche in tempi recenti, le cadute di meteoriti si sono verificate con una ricorrenza degna di nota.

 

Le dimensioni di una meteorite possono variare da pochi millimetri a diversi metri di diametro. Esse sono caratterizzate da forme irregolari e da una massa che varia da pochi grammi a migliaia di tonnellate.

 

Classificazione delle meteoriti cadute sulla terra 

 

Tra tutti i meteoriti caduti sulla Terra e raccolti si può innanzitutto proporre una prima distinzione: da un lato vi sono le meteoriti raccolte a seguito di un ritrovamento, dall'altro quelli raccolti in seguito ad una caduta osservata direttamente (circa un terzo del totale).

 

Lo studio delle proprietà chimiche, cinetiche e morfologiche e la successiva classificazione sono estremamente importanti; data la loro provenienza (residui di asteroidi), le meteoriti sono tra i corpi più vecchi del Sistema Solare e dunque ci permettono di desumere importanti informazioni relative alle prime fasi della sua formazione.

 

La classificazione delle meteoriti si basa principalmente sulle proprietà chimiche e consiste in tre grandi gruppi: le sideriti, le sideroliti e le aeroliti.

 

 

Siderite

 

 

Le sideriti (30% delle meteoriti raccolte) hanno una composizione ferrosa e sono principalmente costituite fa leghe di ferro e nickel, in proporzioni variabili. Oltre a questi metalli, le sideriti presentano altri minerali di cui alcuni non presenti sulla Terra, come la troilite (solfuro di ferro), la cohenite (carburo di ferro e nickel) e la daubreelite (solfuro di ferro e cromo).

 

Si può inoltre proporre un'ulteriore sotto-classificazione delle sideriti tra camaciti e teniti, le quali hanno rispettivamente una composizione di nickel fino al 8% e fino al 35%.

 

In generale le sideriti, al momento della caduta, hanno un colore scuro dovuto alla fusione delle leghe che le costituiscono nel passaggio attraverso l'atmosfera; successivamente il processo di ossidazione le rende rossastre. Esse sono caratterizzate dalla presenza di lamelle sulla propria superficie, dette figure di Widmanstätten in onore dello scopritore (1808), che si formano a seguito di un raffreddamento differenziato delle leghe che le costituiscono.

 

 

Siderolite

 

 

Le sideroliti (5% delle meteoriti raccolte) sono formate da leghe di ferro e nickel e da silicati, hanno un aspetto spugnoso e si suddividono a seconda della composizione in pallasiti e mesosideriti.

 

 

Condrite

 

 

Infine, le aeroliti (65% delle meteoriti raccolte) sono costituite principalmente da silicati, il che le rende molto simili alle rocce terrestri. Esse si suddividono in condriti e acondriti a seconda che presentino sulla propria superficie i condruli, particolari granuli di silicati.

 

Crateri da impatto e meteoriti

 

Cratere di un meteorite

 

Quando una meteorite cade sulla superficie terrestre si viene a formare un cratere da impatto, più comunemente denominato cratere meteorico (o semplicemente cratere).

 

I crateri formati dalle meteoriti hanno tipicamente una sezione pressoché circolare (in tre dimensioni ricordano un paraboloide) e hanno le dimensioni più svariate: da pochi millimetri di diametro fino a diverse centinaia di chilometri. L'ampiezza e la profondità del cratere dipendono inizialmente da diversi fattori, primi tra tutti il peso della meteorite, le sue caratteristiche fisiche e cinetiche.

 

La superficie della Terra non presenta molti crateri, specie al confronto con altri corpi celesti quali la Luna e Mercurio; ciò è dovuto principalmente alla presenza dell'atmosfera terrestre, che nella fase successiva all'impatto tende ad erodere i crateri, seppur in tempi molto lunghi (ere geologiche); in secondo luogo, all'attività di rinnovamento della crosta terrestre.

 

Tra i crateri più rilevanti presenti possiamo menzionare il Meteor Crater in Arizona (USA) e il Wolfe Creek in Australia. Il Meteor Crater (foto) risale a 50.000 anni fa, presenta un diametro di circa 1,5 km e si suppone sia stato generato dalla caduta di un meteorite dal peso di circa 10.000 tonnellate; il Wolfe Creek ha invece un diametro di 1 km e, pur risalendo a 300.000 anni fa, è tutt'oggi ben conservato.

 

Negli ultimi anni lo sviluppo tecnologico e la messa in orbita di satelliti artificiali ha permesso all'uomo di scoprire molti crateri da impatto altrimenti inosservabili, primi tra tutti i crateri sottomarini e quelli coperti dai ghiacci e dalla vegetazione. 

 

Studio dei meteoriti nella storia

 

Sin dall'antichità gli uomini si sono occupati dello studio dei meteoriti e hanno avanzato diverse ipotesi circa la loro origine. Fino al XVIII secolo, per quanto fosse chiaro che le meteoriti fossero oggetti caduti dal cielo, non se ne sospettava in alcun modo l'origine extraterrestre. In particolare le ipotesi dominanti prevedevano che si trattasse di sassi e corpi trasportati in cielo da forti vortici d'aria, oppure mediante condotti vulcanici che si generavano e si chiudevano rapidamente.

 

Il primo studioso ad ipotizzare la natura extraterrestre dei meteoriti fu il fisico tedesco Ernst Chladni nel 1794, notando che i meteoriti avevano una composizione chimica ed una struttura diversa dalle rocce terrestri, e che tutti i gli oggetti ritrovati presentavano una composizione simile tra di loro.

 

Tale ipotesi fu rafforzata ed infine comunemente accettata dalla comunità scientifica quando, nel 1801, venne scoperto il primo asteroide; fu allora confermata la teoria secondo cui i meteoriti fossero corpi provenienti dai corpi minori dello spazio interplanetario.

 

 

La Redazione

 

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